Compagna o fidanzata e moglie? Compagno o fidanzato e marito? (III. ‘Partner’: il significato ed il contesto propri di compagna/o)

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Compagna o fidanzata e moglie? Compagno o fidanzato e marito? (III. ‘Partner’: il significato ed il contesto propri di compagna/o)

Sommario: I. Introduzione; II. Cosa significa e perché fidanzarsi e sposarsi?; III. Partner: il significato ed il contesto propri di compagna/o; IV. Conclusione.

III. Partner: il significato ed il contesto propri di compagna/o

In pillole il contenuto del presente paragrafo: se si vuole rimanere ad un uso veritiero, coerente e significativo dei termini compagna/o è importante riconoscere che il loro proprio contesto si distingue per essere una relazione che ruota di fronte ad attività ed interessi comuni che non impegnano la propria vita per l’altra/o. Si rimane ad un livello di ‘mio-tuo’ che può risolversi tutt’al più in un ‘nostro’. Dalla conseguente presa d’atto di un tale significato si evidenzia un paradosso che dovrebbe risvegliare le coscienze.

Se, come abbiamo cercato di evidenziare nel paragrafo precedente, è insito in una vera relazione d’amore tra una donna ed un uomo, il desiderio e quasi il ‘bisogno’ di un impegno pieno ed indeterminato, che senso ha chiamare l’altra/o compagna/o? La domanda non è oziosa e la risposta non è priva di conseguenza in quanto, a mio sommesso avviso, è indice del livello e della qualità della relazione stessa. Quindi in questo paragrafo vorrei semplicemente ricordare qual è il contesto proprio in cui nasce ed ha senso parlare di compagna/o.

Anche in questo caso, il partire dall’etimologia ci fornirà delle utili tracce da seguire per arrivare a quanto ci siamo proposti. Il termine compagno (e quindi ovviamente anche il derivato compagna),deriva dal lat. mediev. companio -onis, der. di panis, col pref. con-, quindi con il significato proprio di colui che mangia il pane con un altro. In riferimento a questo significato originario, leggiamo nel vocabolario Treccani “1. [chi si trova insieme con altri in particolari circostanze o per un lungo periodo della vita, o esercita la medesima attività, o vive nello stesso ambiente] partner, [di lavoro] collega, [di scuola] (lett.) condiscepolo. [chi è cointeressato in una società commerciale o industriale] socio. e. [chi appartiene alla stessa associazione] consocio, (lett.) sodale. fratello. f. [chi appartiene alla stessa religione, anche fig.] compagno di fede, correligionario. g. [chi appartiene alla stessa associazione criminosa o ha partecipato con altri all’esecuzione di un’azione criminosa, [compagno di merende] …” (http://www.treccani.it/vocabolario/compagno2_Sinonimi-e-Contrari). Interessante anche il significato del termine partner che è ormai entrato nel vocabolario italiano: “partner ‹pàatnë› s. ingl. [alteraz. di parcener, dal fr. ant. parçonier, lat. mediev. partionarius, partitionarius; cfr. parzioniere] (pl. partners ‹pàatnë∫›), usato in ital. al masch. e al femm. – Compagno, o compagna, e spec. ciascuno dei componenti una coppia in spettacoli, giochi, sport o altre attività. […] Con accezioni più ampie, riferito a soci in un’impresa commerciale, a partiti alleati, a paesi che intrattengono relazioni economiche o anche a nazioni legate da un’intesa politica o militare” (http://www.treccani.it/vocabolario/partner/). 

            Quindi già nel suo significato originario si palesa in modo evidente quello che è il contesto in cui ha senso usare il termine compagna/o. Contesto che possiamo riassumere in quel tipo di relazione che vede protagonisti il ‘mio’ ed il ‘tuo’ e quindi contrassegnato da interessi comuni, comune utilità, reciproca convenienza o condivisione di una qualche realtà, tutte cose in sé più che positive ed encomiabili, ma che in ogni non si richiede e non si dà quella ‘comunione’ che desidera fondersi in un ‘noi’, che abbiamo visto contrassegna ed identifica l’amore sponsale. Il punto è proprio questo: l’uso di compagna/o trova il suo proprio in una relazione che oggettivamente non ha il livello e l’intensità, la pienezza che hanno, come abbiamo visto, l’amicizia e l’amore sponsale. Nella puntuale analisi dell’amore umano fatta nel testo di K. Wojtyla, a cui mi sto riferendo in questa riflessione, si parla appunto di una caratteristica, che aiuta a chiarire la differenza, nelle relazioni tra persone che egli indica con il termine cameratismo. Dopo aver notato che esso può avere un ruolo importante nello sviluppo del rapporto d’amore tra una donna ed un uomo, chiarisce la differenza con la simpatia e l’amicizia. “Differisce dalla prima perché non si limita alla sfera emotivo-affettiva della persona, ma si fonda al contrario su basi oggettive come il lavoro comune, i compiti comuni, gli interessi comuni, ecc. E differisce dalla seconda, perché l’’io ti voglio bene non ha ancora posto in esso’. Così, ciò che caratterizza è un elemento di comunità su elementi oggettivi. […] L’amicizia reciproca ha un carattere interpersonale che si esprime attraverso questo ‘noi’. Questo è già evidente nel cameratismo, benché manchino ancora quella coerenza e quella profondità che fanno parte dell’amicizia. Il cameratismo può legare tra loro più persone, l’amicizia si limita piuttosto a un piccolo numero. Le persone legate dal cameratismo costituiscono in genere un ambiente, il che lo caratterizza come fenomeno sociale. Di qui la sua importante funzione nella formazione dell’amore reciproco, se questo, una volta maturo, deve condurre al matrimonio e diventare il fondamento di una nuova famiglia: le persone capaci di vivere in un gruppo, capaci di crearlo sono senza dubbio ben preparate a conferire alla propria famiglia il carattere di un gruppo solidamente unito, in cui regni una positiva atmosfera di vita comune“ (Amore e responsabilità, pp. 551-552).

            Da quanto fin qui evidenziato sembra allora abbastanza chiaro che ha senso usare i termini di compagna/o solo in riferimento ad un certo tipo di rapporti tra le persone. Rapporti che possono benissimo comportare affetto, affinità elettive e d’interessi, ma non fino al punto di essere quel qual cosa di più. Ha senso parlare di compagna/o quando si condivide un banco di scuola, un hobby o si è membri di una stessa squadra in qualche sport, oppure si è soci in qualche società, ma niente di più profondo ed intimo che non possa essere misconosciuto in un attimo per qualsiasi ragione o per qualsiasi cavillo burocratico. CONTINUA E SI CONCLUDE DOMANI …

Roma, Angelicum, 1° giugno 2020

Maria Madre della Chiesa; San Giustino – Martire

P. Bruno, O. P.