Perché è importante recuperare il significato delle parole che usiamo?
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Rispetto-Tolleranza

“Dai fumatori si può imparare la tolleranza. Mai un fumatore si è lamentato di un non fumatore” (Sandro Pertini).

Forse come mai prima, oggi tanti parlano dell’importanza di essere ‘tolleranti’ intendendo in realtà, si spera, ciò che non è altro che il dovuto rispetto. Si tollera il male e non il bene e perciò se si afferma che si è tolleranti si dà già un giudizio negativo su una determinata persona o sul quel comportamento. Invece, si ha il dovere di rispettare chi non ha lo stesso colore della nostra pelle, chi ha un’opinione diversa dalla nostra, e così via, che non sono quindi un male, ma sono solo persone diverse da noi o che la pensano diversamente da noi. Quindi, attenzione all’uso appropriato del termine ‘tolleranza’ o all’invito ad essere ‘tolleranti’, perché propriamente parlando, si sta giudicando una persona o una situazione in termini negativi. Inoltre, non dimentichiamoci che di fronte al male, siamo chiamati non solo a non sceglierlo, ma a contrastarlo, sempre e comunque, anzi, come ci ricorda san Paolo, a vincerlo con il bene (cf Rm 12, 21). Solo quando tutto questo non è possibile umanamente, possiamo parlare di vera e propria tolleranza. Al riguardo bisogna stare molto attenti, anche a non stravolgere la verità quando entriamo nell’ambito della moralità dei comportamenti umani, affermando, per esempio: ho scelto il male minore. Non è mai ed in nessuna situazione, lecito scegliere deliberatamente ciò che è percepito come male, grande o piccolo che sia, in detti casi, bisogna correttamente intendere che si sceglie il solo bene possibile in quella situazione. La persona è fatta per il bene ed è chiamata, se non vuole tradire la sua dignità, a scegliere sempre e solo il bene!

Infine, attenti anche a non predicare ai quattro venti la ‘tolleranza’ agli altri, mancando di avere il dovuto rispetto verso coloro che non la pensano come noi. Rischiando di essere così aperti e pluralisti a senso unico: solo con quelli che la pensano come noi! Il rischio è che molti auto-proclamandosi tolleranti, finiscono poi non solo per non rispettare chi non la pensa come loro, ma addirittura per perseguitarli. Un po’ come quello che è successo e succede ai Sessantottini (non tanto per l’anagrafe, ma per la mentalità) di ieri e di oggi: contestano tutto e tutti, rifiutano ogni regola come imposizione indebita, gridano che è ‘vietato vietare’, ma appena arrivano ai posti di responsabilità ed acquistano il potere, esigono obbedienza cieca ed assoluta, di fatto s’impongono come “la regola”, prendono decisioni senza neanche sentire il diretto interessato, senza così il minimo rispetto per l’altro. Alla fine persone che non vogliono avere dei ‘collaboratori’, ma dei meri ‘esecutori’.